VIVI IL CIBO: eventi a cura del Dott. Merciadri (alimentazione nella prevenzione e cura delle malattie cronico-degenerative+crescita del bambino)

Vivi il cibo(1)

Da decenni il più noto consiglio medico è: “mangia sano e fai un pò di movimento”.

Ma cosa si intende per “mangiare sano”? C’è molta attenzione sull’argomento, basta vedere la quantità di informazioni che ci forniscono i media. Eppure quest’ammontare notizie non fa che generare confusione.

Circa un anno fà mi sono imbattuta, per caso, nelle ricerche del Dott. Campbell (con il suo libro The China Study) riguardo alla correlazione tra l’alimentazione e lo sviluppo di tumori,diabete, malattie cardiache, osteoporosi, ecc. La sua frase: “non sarà una pillola, una procedura medica o un intervento chirurgico a produrre una rivoluzione radicale nella salute: un tale cambiamento si verificherà solo quando la popolazione avrà appreso i rudimenti dell’alimentazione” mi colpì molto. Da allora ho iniziato a pensare che tutti dovremmo saperne di più di cosa mettiamo nel nostro piatto.

Ho ritenuto indispensabile dar voce alle più recenti evidenze scientifiche tramite un esperto.

Il dottor Vasco Merciadri, Medico chirurgo specializzato in Igiene e medicina preventiva, nonché omeopata e direttore del comitato scientifico di Assovegan, metterà a disposizione le sue competenze e conoscenze al fine di far chiarezza su uno dei pilastri della nostra vita: IL CIBO.

Il dogma di Ippocrate, il medico dei medici, “fà che il cibo sia la tua medicina e la medicina il tuo cibo”, è caduto nel dimenticatoio spazzato dall’affidarsi sempre più spesso ai farmaci.

La conferenza che si terrà il venerdì 12 settembre presso le Officine Meccaniche (via Caduti), a Lauria inferiore (PZ), alle ore 18:30 avrà lo scopo di rispondere a queste domande:
può l’alimentazione aumentare o diminuire lo stato di salute? può favorire l’insorgenza o la regressione di certe malattie? Perché? E qual è, in fine, la migliore alimentazione per la conservazione della vita umana?

Seguirà una degustazione sperimentale.

L’invito è rivolto a tutti!

Vi aspettiamo!

D.O. Vera Fittipaldi

VIVI IL CIBO: conclusioni!

Si è concluso con un enorme successo il convegno “VIVI IL CIBO” realizzato a  Lauria la scorsa settimana.

Come osteopata ho il compito di portare avanti l’insegnamento del suo padre fondatore,  A. T. Still:

“compito del medico è ricercare la salute perchè tutti sanno trovare la malattia”.

E la salute è in gran parte dettata da ciò che introduciamo nel nostro corpo: IL CIBO.

La domanda sulla quale si è sviluppato il discorso è stata:

“può un semplice cambiamento del regime alimentare prevenire la comparsa di diverse patologie e anche portare alla regressione di quelle già presenti?”

La risposta è: Sì!

Ce ne ha dato un’esemplare spiegazione il Dott. Merciadri, medico chirurgo, omeopata e Direttore del comitato scientifico Assovegan.

La nostra storia non è solo dettata dai nostri geni o da alcune casualità, ma è molto più legata al nostro stile di vita.

Obesità, malattie cardio-vascolari, diabete, cancro, artrite reumatoide, sclerosi multipla, calcoli biliari, osteoporosi, allergie non sono che alcune malattie prodotte dalla dieta occidentale.

COME???

Con una dieta a base vegetale e integrale.

Ne abbiamo dato anche prova con la degustazione sperimentale, avvenuta al seguito del convegno.

Gli alimenti integrali e biologici sono, anche al gusto, più saporiti e percepiti come più VIVI rispetto a quelli confezionati e distribuiti dalla grande industria. Alimentarsi in questo modo, abbiamo dimostrato, è semplicissimo.

“Il passaggio può avvenire gradualmente, ma vale la pena provare!” suggerisce il Dott. Merciadri.

Lo scopo di questo convegno non era, infatti, imporre una verità ma dimostrare che possiamo scegliere quotidianamente, in base a ciò che mettiamo nel piatto, quanta salute vogliamo avere.

Le evidenze scientifiche a riguardo sono state pubblicate ed accessibili a tutti grazie al libro del Dott. Campbell “The China Study”, che invitiamo tutti a leggere.

Ringrazio, per la numerosa partecipazione tutti i presenti, in modo particolare i medici ed i farmacisti che erano con noi,  le Officine Meccaniche per lo spazio offerto, L’Erboristeria HERBASAN della Dott.ssa Margherita Santarsiero (Lauria),  presso cui troverete i prodotti integrali e biologici, Il Pane di Casa mia (Forno di Massimo Nocito), l’ASSOVEGAN,  tutti i miei collaboratori

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e ovviamente lui, il Dott. Merciadri, che si è offerto, dopo un viaggio così lungo, a mettersi al servizio dell’informazione e della salute  in maniera del tutto gratuita.

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Dato l’enorme interesse che l’iniziativa ha suscitato, il Dott. Merciadri sarà prossimamente con noi a Lagonegro, Praja a mare e Pompei (per gli appuntamenti in tutt’Italia visitate il sitowww.holos.it)

Vi terrò aggiornati sulle date…continuate a seguirci, a lasciare i vostri commenti o a porre domande!

VIVIAMO…ILCIBO! 

Il Dott. Merciadri ci guiderà nell’esplorazione dell’alimentazione del neonato e delle varie fasi d’accrescimento al fine di avere bimbi sani e forti.

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L’iniziativa, patrocinata da Assovegan e Vegan OK, è rivolta a tutti mamme, papà, futuri mamme e papà, ma anche nonni, zii, maestri, professori e tutti quelli che fossero interessati all’argomento!

3 thoughts on “VIVI IL CIBO: eventi a cura del Dott. Merciadri (alimentazione nella prevenzione e cura delle malattie cronico-degenerative+crescita del bambino)

  1. Sento di dire grazie al dottor Merciadri per la conferenza sulla sana alimentazione, una vera e propria lezione che ha toccato vari argomenti, spaziando dall’antropologia alla chimica passando, chiaramente, per la medicina.
    Immagino che qualcuno, come me, ne sia uscito stupito e con qualche perplessità. E credo che tale reazione sia normale, considerato il fatto che siamo cresciuti con la consapevolezza di essere onnivori.
    Riuscire ad entrare nell’ottica di idee che consumando alcuni cibi ci avviciniamo ad un elevato rischio di malattie fisiche e psicologiche quali tumori, depressioni, arterosclerosi ecc, non è poi così facile, in quanto la maggior parte delle persone che conosco porta con sé la memoria e l’esempio delle nostre nonne che sono decedute solo per vecchiaia, alimentandosi con la classica dieta mediterranea mai messa finora in discussione.
    La lezione del dottore è stata ricca, chiara, molto bene argomentata, con riferimenti a studi recentissimi ,ma una delle cose che mi hanno lasciata molto perplessa è stata la messa in discussione appunto della cosiddetta “dieta mediterranea”, adducendo come argomenti che la parola mediterranea è di per sé molto generica e non indica alcun luogo preciso né alcun alimento preciso, e non solo ma anche che alcuni alimenti di questa dieta non “fanno bene”.
    Io per esempio della carne, che è uno degli alimenti messi maggiormente in discussione dal professore, ne faccio un consumo regolare e non eccessivo, ma se devo rinunciarvi lo faccio senza sacrificio. Al contrario, però, mi riuscirebbe davvero difficile rinunciare a delle belle fette di prosciutto e di salame casereccio.
    E’ vero, come ci fa riflettere il dottore Merciadri, che per vivere meglio e per la propria salute bisognerebbe cambiare modo e tipo di alimentazione, ma è altrettanto vero che comunque questi sono indissolubilmente legati alla cultura di appartenenza.
    Non è facile cambiare, ma è importante avere il giusto equilibrio nell’alimentazione e i cambiamenti devono essere graduali.
    Occorrerebbe, infatti, abituare l’organismo a nuovi gusti e non è facile immaginare delle alternative a certi alimenti ai quali siamo abituati, considerando che il cibo è anche non vedere l’ora di sedersi a tavola la domenica e con grande soddisfazione assaporare un piatto di polpette al sugo.
    Credo che quella del Dott. Merciadri sia stata un’ottima occasione di apprendimento e di confronto, ma resto col dubbio sul perché non sia stata abbondantemente utilizzata la parola “abuso”. Non si può semplicemente invitare al non abuso di tutti quei cibi malsani suggerendone il consumo di altri migliori partendo da una maggiore consapevolezza che tutti noi utilizziamo il cibo per motivi sociali, culturali e simbolici radicati da sempre nelle civiltà?

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    • Grazie Sara,
      credo che il tuo commento abbia dato voce ai dubbi di tutti i partecipanti.
      Ecco perchè rispondo con piacere, lasciando spazio ad ulteriori commenti.

      Il padre della medicina, Ippocrate, diceva: ” chi non conosce il cibo, non può capire le malattie dell’uomo”.
      Se consideriamo che tra il 1996 e il 2005, secondo le statistiche, c’è stato un aumento del 86% delle malattie croniche e del 90% se si parla di diabete, capiamo benissimo che c’è qualcosa che non va, e, che quel qualcosa va cercato nell’alimentazione.

      Con Dieta Mediterranea si intende la definizione UNESCO ufficializzata solo nel 2009.
      Ne riporto i punti essenziali:
      ” il termine “Dieta” si riferisce all’etimo greco daita o “stile di vita”, cioè all’insieme delle pratiche, delle rappresentazioni, delle espressioni, delle conoscenze, delle abilità, dei saperi e degli spazi culturali con i quali le popolazioni del Mediterraneo (spagna, italia, grecia, marocco) hanno creato e ricreato nel corso dei secoli una sintesi tra l’ambiente culturale, l’organizzazione sociale, l’universo mitico e religioso intorno al mangiare.

      La Dieta Mediterranea è molto più che un semplice alimento, rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo.

      La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta
      fresca o secca, e verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi.”

      Anche la ormai nota piramide alimentare descive che la nostra base è contadina!

      Dunque cosa mangiavano i nostri avi e le nostre nonne prima del boom economico del dopoguerra? Cereali, pane, frutta e verdura! La tradizione religiosa ci tramanda un consumo di capretto o agnello a Pasqua, certamente del maiale nel periodo di febbraio (biologicamente accettabile visto che non avevano i nostri riscaldamenti), precedente alla “purificazione” della quaresima. Ora, senza scomodare le tradizioni cattoliche, sicuramente qualcuno possedeva pollame o animali da latte…ma quanta era la produzione destinata al consumo domestico e quanta alla vendita o al baratto? quante persone erano sedute intorno ad un tavolo (mia nonna aveva altri 7 fratelli)? e a quali sforzi fisici si sottoponevano quotidianamente senza gru, aratri, trebbiatrici,ecc?

      Il radicale cambiamento è avvenuto nel dopoguerra quando, per affermare uno status sociale conquistato, chi prima viveva a pane e cipolla ora poteva permettersi la carne, prima di consumo esclusivo dei ricchi (nel medioevo gli unici gottosi erano i ricchi!).
      E’ sempre nel dopoguerra che è nata la grande distribuzione e con essa le multinazionali che ci hanno fatto credere molte cose (per esempio che per non avere l’osteoporosi bisognava bere latte, ecc)…

      Cose che, ora che ci stiamo un pò svegliando, vanno cambiate! è nostro obbligo sapere e non dare in pasto agli stati sociali la nostra salute!
      Ci siamo accorti, ad esempio, che oggi sono proprio i più poveri a spendere di più nel cibo ed ad essere sovrappeso? Ed ancora, che i bambini della Basilicata sono i più in sovrappeso di tutt’Italia?…c’è da riflettere!

      In breve, conosciamo davvero il nostro buon cibo mediterraneo, quello libero però dalla grande distribuzione!

      Però Sara! ti lancio una proposta…perchè non fare un bello studio sull’alimentazione del pre e dopo guerra nel nostro territorio? non sarebbe interessante?!

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  2. Il salame e la mortadella sono buoni di sapore, ma contengono nitrati ed i grassi e le proteine animali, che purtroppo sono cancerogeni. Nel 1861 il consumo pro-capite di carne in Italia era di 3 Kg. Penso che la media della Basilicata fosse ancora più bassa. Ad oggi siamo a 100 Kg l’anno. Un po’ troppo per un animale frugivoro come l’uomo. La rivoluzione vegana è la più grande rivoluzione degli ultimi millenni, inoltre non fa morti, ma salva le vite, e non solo quellle degli esseri umani.

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