Ansia, depressione, difficoltà digestive?!Non sempre si tratta di stati emotivi…

Ansia, depressione, difficoltà digestive, intestino irritabile, nausea, bruciore di stomaco, tachicardia, svenimenti?!

Sono sintomi che sempre più spesso vengono ricondotti a stati emotivi o turbe psicologiche. Ma si tratta solo di questo o ci sono dei meccanismi biochimici che, quantomeno, reggono il manifestarsi di questi sintomi?!

Chi di voi ha mai sentito parlare di alterazione del funzione del nervo vago?!

 

Chi è questo sconosciuto?! Sì, se ne parla pochissimo, ed anche gli anatomisti più specializzati hanno deciso che questo nervo, il decimo dei nervi cranici, si meritasse questo nome per il suo decorso lungo e tortuoso, appunto “ vago”, la cui funzione, tutt’oggi, non è chiarita al 100%.

Il nervo vago partecipa alla regolazione delle funzioni di quasi tutti gli organi interni. Il nervo vago innerva la laringe, la faringe, la parte alta dell’esofago, una parte dell’apparato esterno dell’udito, il cuore, i polmoni, lo stomaco e l’intestino.

Il nervo vago, che all’altezza del collo ha un diametro di 2-3 mm, corre affiancato all’arteria carotide e la vena giugulare interna, immediatamente davanti alla vertebra Atlante. In tal senso, se l’Atlante dovesse risultare non correttamente ‘allineato’,  il nervo vago sarebbe il primo ad esserne colpito, ingenerando i classici sintomi da compressione vagale.

vagus

Il nervo vago fornisce un collegamento bidirezionale tra l’intestino e il cervello e collega tutti gli organi principali (escludendo la tiroide e le ghiandole surrenali).  Non regola solo l’intestino, ma influenza anche i sistemi cardiovascolare, respiratorio, immunitario ed endocrino. Il nervo vago innerva fegato, polmone, milza, reni e intestino. E , che ci crediate o no, il nervo vago gioca anche un ruolo nella neurogenesi o nella nascita di nuovi neuroni.

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Il corretto funzionamento del nervo vago è vitale per il benessere sia fisico che mentale.

 

 

Perché? Qui serve una premessa.

Il nostro corpo si regola autonomamente, cioè senza il nostro controllo volontario, in base a ciò che dobbiamo affrontare:

se avvistiamo un orso, dobbiamo cacciare, o meglio se  siamo in banca a chiedere un mutuo o in conferenza con il capo ufficio, o a fare un esame, o una gara sportiva, attiva una risposta detta FIGHT or FLY, di lotta/sopravvivenza o fuga, in termine

cartoon-parasympathetic-and-sympathetic-nervous-systemtecnico una risposta simpatica, di veglia, prontezza dei muscoli, battito accellerato, aumento della pressione sanguigna e respiratoria,ecc… Sopravvissuti alla lotta per la sopravvivenza normalmente dovrebbe attivarsi il sistema parasimpatico, che è responsabile del riposo e della digestione, dello svuotamento intestinale, del rilassamento, della diminuzione della frequenza cardiaca, ecc…

Il nervo vago si interfaccia con il sistema nervoso parasimpatico ed è responsabile, per l’appunto, della

  • diminuzione della frequenza cardiaca
  • aumento della peristalsi gastrointestinale
  • diminuzione della sudorazione
  • sazietà dal cibo
  • diminuzione infiammazione
  • diminuzione processi neurali/attenzione
  • aumento neurogenesi
  • omeostasi del glucosio e secrezione di insulina
  • dell’intimità e del social bonding
  • normalizza la funzione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA)
  • controllo dell’infiammazione: quando il nervo vago percepisce le citochine infiammatorie, avverte il cervello di sopprimere l’infiammazione attraverso la via antiinfiammatoria colinergica.
  • la stimolazione del nervo vago inibisce la sintesi del fattore di necrosi tumorale (TNF) nel fegato, nella milza e nel cuore. Al contrario la rimozione di parte del nervo vago (vagotomia) esacerba le risposte del TNF agli stimoli infiammatori.
  • l’enterotossina è responsabile dei sintomi dell’avvelenamento da cibo. L’enterotossina stimola il nervo vago e il centro di vomito del cervello, proteggendoci da intossicazioni alimentari.

 

Eppure, come dice un mio carissimo amico, il nervo Vago PARE SIMPATICO…ma non sempre lo è!

A seconda che sia iperstimolato o ipostimolato può causare diversi sintomi non proprio piacevoli.

L’IPERATTIVITà VAGALE dà:

  • Bradicardia: tecnicamente, la bradicardia è definita come una frequenza cardiaca inferiore a 60 battiti al minuto. Una diminuzione della frequenza cardiaca può portare a sincope vasovagalesintomi-sincope-vasovagale_700x525 o perdita temporanea di coscienza. La bradicardia causa una insufficiente gittata cardiaca e una scarsa perfusione cerebrale, causando un episodio sincopale (svenimento).
  • Una frequenza cardiaca anormalmente lenta riduce la gittata cardiaca dando ipotensione e vertigini/giramenti di testa
  • Sindrome dell’intestino irritabile (IBS):la disregolazione del sistema nervoso autonomo gioca un ruolo nello sviluppo della sindrome dell’intestino irritabile (IBS).
  • Sintomi gastrointestinali: aumento dell’acidità dello stomaco, della motilità intestinale e dei succhi digestivi.
  • Il nervo vago, che innerva l’intestino superiore e il colon prossimale, è responsabile di stati d‘ansia e/o depressione. Esperimenti dimostrano che l’ingestione di Lactobacillus inducano una riduzione dei comportamenti ansiosi e depressivi. Sorprendentemente, questi cambiamenti potrebbero essere bloccati dalla vagotomia (interruzione chirurgica del nervo)
  • Tosse: terminazioni nervose afferenti riccamente innervano la faringe, la laringe e le vie respiratorie fino al livello dei bronchioli terminali e si estendono nel parenchima polmonare.
  • Acufeni: per iperstimolazione del ramo auricolare del nervo vago o il nervo di Arnold, localizzati nel meato uditivo esterno.

 

L’IPOATTIVITà VAGALE dà:

  • La connessione tra l’ansia e il nervo vago è ben nota: ansia, aumento della frequenza cardiaca, attacchi di panico, epilessia, l’insonnia per ECCESSIVA ATTIVAZIONE DEL SISTEMA SIMPATICO  (lotta o fuggi)
  • aumenta la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna (ipertensione arteriosa), la risposta allo stress e impedisce la digestione.
  • Ad esempio, un nervo vago non attivo può portare alla gasteroparesi o allo svuotamento gastrico ritardato con nausea, bruciore, spasmi o dolore allo stomaco, perdita di peso o stipsi. Normalmente, la peristalsi – una contrazione ritmica e il rilassamento dei muscoli intestinali spingono il cibo nell’intestino tenue per una digestione aggiuntiva. Queste contrazioni sono sotto il controllo del nervo vago; il danno al nervo vago danneggia la peristalsi.
  • Uno dei sintomi più comuni della disfunzione del nervo vago è il dolore. Il dolore è spesso accompagnato da crampi muscolari durante lo spostamento.
  • La disfunzione del nervo vago può anche causare difficoltà a deglutire (disfagia), un anormale riflesso del vomito, alterazioni della voce, tosse.
  • Obesità e aumento di peso: alcuni studi hanno collegato la diminuzione dell’attività del nervo vago all’obesità, questo perchè il nervo vago regola la secrezione di insulina e l’omeostasi del glucosio e svolge un ruolo nel senso della sazietà da cibo. Poiché le afferenze vagali trasmettono segnali di sazietà dall’intestino al cervello. Quindi, il nervo vago sembrerebbe importante per tenere sotto controllo l’appetito e aiutare a prevenire lo sviluppo dell’obesità.
  • Depressione: la disfunzione del nervo vago disturba l’umore e può contribuire alla depressione. La stimolazione del nervo vago è stata utilizzata clinicamente come terapia per la depressione resistente al trattamento farmacologico.
  • Carenza di vitamina B12: il nervo vago normalmente stimola le cellule parietali nello stomaco a secernere acido e fattore intrinseco. Il fattore intrinseco è necessario per assorbire la vitamina B12. Una riduzione di secrezione del fattore intrinseco danneggia l’assorbimento della vitamina B12. La carenza di vitamina B12 – se non trattata – provoca danni ai nervi, demenza e morte.
  • Infiammazione cronica. “Infiammazione cronica” è un termine nebuloso, eppure, bisogna menzionare che il nervo vago è “in controllo” della via colinergica anti-infiammatoria. Quando la risposta immunitaria è interrotta vi è una conseguente continua attività pro-infiammatoria. Questo stato di infiammazione cronica è alla base di una vasta gamma di stati patologici, tra cui sepsi, artrite reumatoide, malattia infiammatoria intestinale, sclerosi multipla e forse anche morbo di Alzheimer.
  • Convulsioni: alcuni studi dimostrano che la stimolazione del nervo vago sopprima le convulsioni e può avere effetti antiepilettici.

 

Il nervo vago assomiglia un pò all’harrypotteriano Colui che Non Può Essere Nominato, tutti sappiamo che c’è ed è potentissimo, ma nessuno mai ne parla…

L’osteopatia può essere un validissimo aiuto nell’alleviare la maggior parte dei sintomi Homeostasis.dynamic-balancedi cui sopra, dal momento che uno dei suoi scopi primari è proprio il bilanciamento della funzione autonomica simpatico-parasimpatica.

Quindi se riconosci nell’elenco precedente alcuni dei tuoi sintomi, e sai che non sono dovuti solo ed esclusivamente allo stress o a stati emotivi, forse è il caso che ti interroghi sulla funzionalità del tuo nervo “Voldemort”.

E’ scontato, ma non lo è, l’impegno personale è nel ridurre lo stress, di qualsiasi tipo, tenere sotto controllo l’infiammazione anche con una dieta anti-infiammatoria (che quindi escluda o riduca farine raffinate, zucchero e proteine animali, troppo caffè o fumo), e di dare il giusto bilanciamento quotidiano alla fase di azione e quella di relax.

D.O. Vera Fittipaldi

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