…in gravidanza

La gravidanza è il periodo in cui le donne sono maggiormente consapevoli dei processi del loro corpo.

Essa produce il maggior cambiamento posturale cui può essere sottoposto il corpo femminile. Da molti anni gli osteopati hanno messo la loro abilità al servizio delle gestanti per aiutare ed assecondare i cambiamenti in atto in modo dolce ed armonico. Questo è fondamentale per vivere al meglio uno dei periodi più coinvolgenti della vita di una donna.

Per alcune donne la gravidanza significa anche dover fronteggiare alcuni malesseri legati alla progressiva crescita del bambino nel grembo materno che,di settimana in settimana, provoca lo spostamento del centro di gravità e continue modifiche sia strutturali che viscerali.

Questi cambiamenti richiedono continui adattamenti da parte del sistema muscolo-scheletrico il quale, spesso, fatica a rispondere in modo adeguato causando problematiche dolorose a carico della colonna vertebrale e della muscolatura ad essa correlata quali: lombalgia spesso associata a sciatalgia o cervicalgia

Altrettanto frequenti sono disturbi legati alla ritenzione dei liquidi (soprattutto durante l’ultimo trimestre di gestazione)che possono causare importanti gonfiori degli arti inferiori e superiori e conseguenti problematiche quali, ad esempio, la Sindrome del Tunnel Carpale (che si manifesta con dolore e formicolio a livello del polso e delle dita della mano).

Altri tra i più frequenti disturbi lamentati dalle gestanti sono nausea, difficoltà digestive e stitichezza.

L’osteopatia, mediante l’utilizzo di tecniche manuali, assolutamente non invasive, può affrontare e risolvere tutte queste problematiche.

2 thoughts on “…in gravidanza

  1. TRATTANDO SI NASCE

    Martedì mattina alle 5.10, dopo 17 ore di implacabile sofferenza, è nato Pierdomenico, trionfo di perfezione della natura.
    Il mio percorso verso il parto non è stato semplice. Giovedì 6 ottobre sono stata ricoverata presso l’ ospedale di Lagonegro, poichè avevo concluso le 40 settimane di gestazione.
    Lì sono rimasta 5 giorni in una camera che contava 4 letti. Ho visto nascere 5 bambini e 5 rispettive mamme arrivare e andarsene felici con i loro pargoli.
    Durante il mio ricovero per facilitare e velocizzare l’avvento del parto sono stata sottoposta a diverse stimolazioni mediante un gel composto di prostaglandine, sostanza che avrebbe dovuto accelerare la dilatazione del collo dell’ utero. Sabato 8 ottobre alle 9 di mattina mi è stata somministrata la prima dose di stimolante. La seconda alle 12 e la terza e ultima alle 3 del pomeriggio.
    Sono servite solo a farmi passare una notte insonne, con contrazioni troppo deboli affinchè si avviasse il travaglio ma troppo intense affinchè potessi dormire.
    Lunedì mattina, 10 ottobre, alle ore 9 mi hanno sottoposta alla quarta stimolazione. Ormai avevo perso le speranze. Verso mezzogiorno sono iniziate le vere e proprie contrazioni, man mano si avvicinavano e si intensificavano. Il travaglio era cominciato.
    Ho sopportato per tre giorni dolori che solo un’ altra donna (e mamma) può conoscere. Ho fatto i conti con i miei nervi, con l’attesa deleteria di chi mi stava intorno che, senza sosta, mi ha sostenuta ed amata: Rito, Veronica, Serena e tutta la mia famiglia…fino a quando lunedì sera, ormai demoralizzata e stanca ho guardato fuori dalla finestra.
    L’ orario delle visite era quasi finito, una luna tonda, gialla, ammaliante come solo lei sa essere, ha rapito la mia attenzione: in quello stesso momento ho rotto le acque. Questo non ha significato il velocizzarsi della situazione, i dolori erano presenti dalla mattina e ancora ne avrei avuto per molto.
    Anzichè calmarsi, la mia ansia e il mio nervosismo sono aumentati. In quello stesso momento due gestanti occupavano la sala parto dove erano impegnati ostetrica e ginecologo di turno. Dopo un’ ora sono stata trasferita in sala travaglio: l’ inizio della fine.
    Un travaglio lungo, intenso, doloroso come solo il generare la vita può essere.
    Con me c’era Rito, il mio compagno, che con la sua dolcezza e la sua pazienza ha sopportato il mio dolore, il mio nervosismo, la perdita di lucidità e le conseguenti frasi disconnesse che sinceramente ho rimosso.
    Verso le 2.30 del mattino io non ero più in grado di capire cosa succedesse intorno a me. Non so come, ho ricordato che in sala d’ aspetto ci fosse Vera. Vera Fittipaldi, mia amica nonché Osteopata di fiducia. Ho chiesto di sottopormi ad un trattamento osteopatico. Sebbene, in quel momento, Vera per me rappresentasse solo un’ altra sagoma che assisteva al mio dolore, grazie alla sua professionalità e competenza, in quell’ assurdo contesto è riuscita ad effettuare un trattamento cranio-sacrale. Mi ha fatto capire, soprattutto, che ogni contrazione e il suo rispettivo dolore lancinante erano finalizzati alla nascita di Pierdomenico. Dovevo controllare il dolore e trasformarlo in energia. È stata preziosa. Durante quelle due ore in cui ero, letteralmente, nelle sue mani, la situazione si è capovolta: la dilatazione, che da mezzanotte era ferma a 3 cm è passata a 6 e dopo un’ altra mezz’ora è arrivata ad 8 cm, i nervi si sono distesi, il mio corpo ha reagito e finalmente si è preparato al parto. Ho dovuto letteralmente “scappare” in sala parto, scalza, pronta psicologicamente e fisicamente.
    Vera a questo punto è uscita discretamente di scena lasciando il posto all’ ostetrica (la Sig.ra Nicoletti) e al mio ginecologo (Dott. Fittipaldi), entrambi esempi di reale professionalità.
    Partorire è stato come rendersi conto della potenza della natura, di quanto siamo piccoli e insignificanti di fronte ad essa. Dare alla luce una nuova vita non può essere paragonato ad alcunchè.
    Consapevole del fatto che non sono stata la prima nè sarò l’ ultima a partorire, ho voluto raccontare quest’ esperienza per testimoniare l’impatto positivo che ha avuto il trattamento osteopatico nonostante il contesto di estremo dolore e delirio!!! Mi ha aiutata a riprendere il contatto con corpo e mente.
    Anche durante i 9 mesi di gravidanza mi sono sottoposta a diversi trattamenti. La mia schiena, le mie gambe e la mia testa hanno tratto enorme giovamento. Consiglio vivamente alle donne in stato interessante di provare specialmente, se come me, scelgono di lavorare fino alla fine della gravidanza. La sera, dopo una giornata in ufficio, era l’ unico sollievo.
    Grazie Vera, senza il tuo aiuto ancora sarei in sala travaglio!!!!

    Mamma Vittoria

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  2. Per chi non ha la fortuna di partorire a Lagonegro….non si può fare nulla per estendere la pratica dell’osteopatia durante il travaglio come possibile scelta della gestante? Sarebbe una vera figata.
    A breve posterò anche la mia di esperienza con Vera Fittipaldi!.
    Robyz

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