CONOSCERE IL NEONATO: cosa sa fare un bimbo da 0 a 12 mesi?

TUTTI CREDIAMO DI CONOSCERE BENE LE MODALITÀ DELLO SVILUPPO DI UN BAMBINO,

IN REALTÀ OGNUNO HA UN MODO PERSONALE DI VALUTARE E DI GIUDICARE LA NORMALITÀ DELLO SVILUPPO O

LA NON NORMALITÀ.

QUESTA AUTONOMIA DI GIUDIZIO IL PIÙ DELLE VOLTE È LA CAUSA DI TANTI GUAI!!!

Questo ed i prossimi articoli sono tratti dagli insegnamenti del Dott. Mario Castagnini, neurologo che da oltre quarant’anni di lavoro e ricerca ha messo a punto un validissimo protocollo di diagnosi dello sviluppo neuropsicomotorio del bambino ed un efficacissimo metodo di terapia precoce per prevenire o ridurre i danni eventualmente occorsi per motivi genetici o pre-post parto.

Il punto fondamentale da capire è che il primo anno di vita sia il momento più importante , il volano dello sviluppo del bambino. Per cui è imprescindibile che tutti gli esperti del settore ed i genitori conoscano benissimo le tappe di sviluppo dal primo minuto di vita autonoma ai 12/18 mesi.

Tutti i bambini del mondo, dalla Cina all’Europa, dall’Australia al Sud America, devono acquisire queste competenze posturali nella giusta tempistica al fine di avere un adeguato sviluppo neuropsicomotorio.

 

Cosa sa fare un bimbo da 0 a 6 settimane? 

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A pancia in giù il bambino mostra un atteggiamento di quasi completo abbandono sul piano d’appoggio. La testa è girata da un lato per liberare il naso e la bocca (riflesso di Smith-Axoy). Le braccia sono addotte, flesse, molto vicine al corpo, non c’è appoggio sugli avambracci. Gli arti inf. possono essere addotti e flessi sotto la pancia, o non liberamente estesi. La zona che rimane più in alto è il sederino.

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A pancia in sù il bambino si muove con tutto il corpo e, non c’è, apparentemente, differenziazione di attività tra i vari settori del corpo. Possono essere presenti reazioni di paura (riflesso di Moro)

tremori, irrigidimenti degli arti inferiori, inarcamento del tronco e movimenti quasi distonici degli arti superiori, quando il bambino reagisce a qualcosa che lo stimola. Tutto ciò deve scomparire in genere entro le prime sei settimane, al massimo entro i primi due mesi.

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Cosa sa fare a 2 mesi?

All’età di due mesi il bambino inizia ad essere attratto da stimoli visivi ed uditivi ed è incentivato ad alzare la testa, sostenendosi per brevi periodi sugli avambracci. Ciò dimostra che il bambino ha già raggiunto un certo livello di controllo posturale e riesce a sollevare una parte del proprio corpo dal piano d’appoggio.

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Cosa sa fare a 3 mesi?

Avviene un certo “raddrizzamento” si può notare quindi una progressione dell’appoggio, dal polso verso l’avambraccio. L’appoggio degli avambracci sul piano è simmetrico a tre mesi

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ed è capace di portare le mani sulla linea mediana ed anche alla bocca.

Cosa sa fare ai 4 mesi/4 mesi e mezzo?

Durante il 4′ mese porta con facilità e frequenza le mani alla bocca e successivamente, dopo la fine del 4′ mese, il bambino riesce a prendere anche gli oggetti e a portarli alla bocca.

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L’appoggio funzionale dei quattro mesi a pancia in giù dunque è sui gomiti e le mani cominciano a liberarsi. Verso i quattro mesi e mezzo, il bambino riesce ad avere l’appoggio su di un gomito e a tenere l’altro braccio e mano alzati dal piano d’appoggio: la base d’appoggio diviene così triangolare e molto ristretta (arto inferiore opposto gomito in appoggio si abduce e flette).

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A quattro mesi, quattro mesi e mezzo il bambino comincia a girare da supino sul fianco compiendo mezzo rotolo.

 

Cosa sa fare ai 6 mesi?

A sei mesi il bambino sposta sempre più caudalmente il baricentro e si solleva estendendo armonicamente le braccia appoggiandosi sulle mani (“il bambino sale al secondo piano”).bimba_che_gattona.jpg.600

 

 

A sei mesi sa girare da supino a prono.

 

Cosa sa fare a 7 mesi?

Settimo mese coordinazione occhio-mano-bocca-piede,
segnale molto importante di competenza posturale e di capacità di controllo dell’equilibrio.

 

 

 

 

 

Cosa sa fare a 8 mesi?

Verso gli otto mesi il piccolo può stare sia a quattro  zampe, sia a tre zampe (appoggiato su di un solo braccio esteso, ad  arti  inferiori differenziati per avere a disposizione un braccio per prendere). Solo dopo questa  fase  il bambino inizierà  a  fare  i  primi tentativi di strisciamento autonomo.

La posizione carponi è caratteristica dell’età di otto mesi, mentre il cammino a quattro gambe inizia a nove mesi.

 

Cosa sa fare a 9 mesi?

Dalla posizione carponi è molto facile giungere alla posizione seduta simmetrica   e   viceversa,   passando   attraverso   un atteggiamento  di  appoggio  asimmetrico  sugli  arti   inferiori semiflessi. Tutto questo avviene a circa nove mesi. Quasi contemporaneamente il piccolo inizia a fare tentativi, dapprima goffi poi via  via sempre più precisi, di postura quadrupedica a “plantigrado”, cioè a quattro gambe con appoggio sulle mani e sui piedi.

 

Cosa sa fare tra i 10 e gli 11 mesi?

A circa dieci – undici  mesi  il  piccolo  compie  tentativi  di verticalizzazione con appoggio spontaneo delle mani su un oggetto sicuro in relazione  alla abilità e disinvoltura   del   controllo   della    posizione quadrupedica. Contemporaneamente, da dieci mesi in poi, il bambino sa “correre” carponi con movimenti alternati e coordinati degli arti.

 

Cosa sa fare tra gli 11 e i 12 mesi?

A circa undici – dodici  mesi,   il   bambino,  sostenuto adeguatamente o con l’appoggio,  impara la verticalizzazione  su ambedue  i piedi. Il tempo che  intercorrerà  dal  momento  di   tutte   queste acquisizioni  alla deambulazione autonoma,  passando  normalmente attraverso  la  tappa  della  cosiddetta  “navigazione  costiera” (spostamento con appoggio alle pareti o ai tavoli), è molto vario ed è legato a caratteristiche individuali o educative.

Quello che è certo è che la deambulazione autonoma in un bambino sano dovrebbe essere possibile prima dell’età di diciotto mesi, e lo sarà certamente se tutte le varie tappe precedenti sono  state superate spontaneamente.

In conclusione, riteniamo che la diagnosi precoce sia indispensabile e debba essere impostata su due capisaldi:

. La perfetta conoscenza delle caratteristiche fondamentali dello sviluppo del bambino normale (non deve essere data per scontata!) e la perfetta conoscenza delle modalità di sviluppo dei bambini con problemi (non è sempre così facile!). Ogni tappa sopra descitta può avere uno scarto di massimo due settimane.

Di conseguenza, ad ogni vostro dubbio, diffidate di chi vi dice: “con il tempo crescerà ed imparerà!“.

. Prendere in considerazione  subito, e con  attenzione del tutto particolare, “le categorie di parto cosi dette a rischio per un futuro sviluppo patologico”, siano esse di natura ereditaria, quindi note, o casuale-traumatico-lesionale.

Ci sono particolari condizioni alla nascita e nella storia anamnestica pre- e post-natale del bambino che già di per se’ fanno sospettare il rischio di un futuro sviluppo anormale

  1. – parti dismaturi
  2. – parti gemellari
  3. – parti distocici (forcipe – ventosa – taglio cesareo)
  4. – parti prematuri
  5. – parti da madri diabetiche
  6. – parti da madri con gestosi
  7. – indice di Apgar < 3 al 1° min
  8. – crisi convulsive neonatale
  9. – iperbilirubinemia a rischio – ittero neonatale   grave
  10. – crisi ipoglicemiche ed ipocalcemiche con segni neurologici
  11. – neonati con infezione in atto
  12. – parti con liquido amniotico molto tinto o melmoso

RITENIAMO ESTREMAMENTE NECESSARIO che siano valutati con molta attenzione e professionalità bambini che fanno parte di una o più di queste categorie A RISCHIO sopra elencate …

Infatti la stragrande maggioranza, per non dire la quasi totalità, dei “bambini con problemi” esistenti sul territorio (che non siano di origine ereditaria, genetica o cromosomica), hanno nella loro storia uno o più di questi dati o segni.

Il bambino sospetto (tanto più se è a rischio)  è riconoscibile anche dal genitore:

  1. Difficoltà nella suzione
  2. tensione e pianto durante il cambio del pannolino e durante il bagnetto
  3. strabismo accentuato e progressivo
  4. scarsa attenzione agli stimoli affettivi (non orienta lo sguardo, non guarda) e scarsa iniziativa psicomotoria (bambino mangia e dorme)
  5. tiene sempre il capo da un lato
  6. rigidità agli arti
  7. crisi epilettiche, convulsioni
  8. dorme poco e male ed è fastidioso, irritato, irritabile
  9. tosse, rigurgiti e vomito frequenti e non motivati
  10.  non è un bambino “sereno”, lo si gestisce male!!

 

Tratto da “E’ nato un bimbo” Consigli alle famiglie per una crescita armoniosa dei loro bimbi nel primo anno di vita,

Dott. Mario Castagnini, A.R.C i nostri figli onlus, Verona:  http://www.aerreci.org/