UN CASO ECCEZIONALE: l’evoluzione positiva di un’emorragia cerebrale e ripetuti interventi chirurgici

Oggi vi racconterò la storia emozionante e complessa di un ragazzo (G.) , nato nel ’98, che è stata per me fonte di crescita professionale e umana.

I genitori di G. decidono di rivolgersi a me nel settembre del 2011 a seguito della diagnosi, da parte di uno psichiatra infantile, della presenza di un disturbo specifico dell’apprendimento (dislessia), oltre ad una difficoltà a seguire le lezioni scolastiche da circa 4 anni.

G. è un ragazzo molto sensibile, che si stanca facilmente. Presenta una visibile tendenza scoliotica, un’ asimmetria degli arti inferiori, e nel deambulare i movimenti non sono coordinati. Il tronco e gli arti appaiono tendenti alla spasticità. Risulta molto evidente uno strabismo (orizzontale ad entrambi gli occhi), maggiormente accentuato a destra.  Ad occhi chiusi non ha stabilità e tende a perdere l’equilibrio. Ed è evidentissima una torsione della testa verso sinistra, e una, meno evidente, del tronco verso sinistra e del bacino verso destra.

Seppur sia raro riscontrare una causa fisica nelle difficoltà legate all’apprendimento, che sono per lo più da addebitarsi a cause emozionali, bisogna esplorare la storia di G. per capire a pieno l’origine.

Di fatti  il caso di G. è più complesso di come appare e, nel corso degli anni, è stata nettamente sottovalutata la sua storia clinica.

G. è nato da parto cesareo gemellare, avvenuto alla 27° settimana.    G., ad un solo mese di vita, va incontro ad un’emorragia cerebrale, trattata chirurgicamente applicando uno shunt addominale, rimosso successivamente considerato l’esito positivo del primo intervento. La rimozione dello shunt però gli ha lasciato delle aderenze cicatriziali molto visibili proprio sotto il diaframma, sul lato destro, cosa che può essere la causa dell’asimmetria del torace e dell’arto destro, che risulta più corto dell’altro.

Né in caso di idrocefalia né di emorragia cerebrale, in epoca neonatale, si può ricevere una prognosi certa. Nonostante questi forti  shock per un sistema nervoso in accrescimento, G. si è sviluppato normalmente, il suo quoziente intellettivo è nella norma e le capacità psico-motorie sono considerate inalterate. I danni cerebrali possono dare origine sì a deficit motori e/o sensitivi, ma possono esitare anche in problematiche comportamentali. È forse questo che è successo a G.???

I residui più marcati sono stati messi in evidenza solo un anno fà da un esperto kinesiologo.  G. ha lavorato con lui correggendo i residui di spasticità ed i riflessi alterati (presenza del riflesso di Moro) che traumi al sistema nervoso centrale comportano, sta inoltre potenziando, con degli esercizi specifici, la coordinazione, l’equilibrio e il lavoro emisferico bilaterale, cosa che è stata sottovalutata in passato.

Oppure il problema è scaturito da una difficoltà visiva?

Altra componente neurologica alterata in G., infatti, è il processo della vista. Dopo gli interventi per strabismo orizzontale ai 4 e ai 7 anni, la visione, per G., rimane ambliopica: il meccanismo ad incrocio visuale è di vitale importanza per mantenere equilibrate le funzioni cerebrali, mentre il cervello di questo ragazzo riceve sempre due immagini, una dall’occhio destro e una dal sinistro, ed invece di fonderle, come avviene normalmente, deve sopprimerne una e scegliere l’altra, facendo un doppio lavoro.

Bisogna anche ricordare che ai 4 anni G. , a seguito di un blocco intestinale, è stato operato di megacolon e che la sua funzionalità intestinale non è del tutto regolare.

TRATTAMENTO MANIPOLATIVO OSTEOPATICO

Come avete potuto intuire il caso di G. è molto complesso, avendo subito molti interventi a livello cranico e addominale i trattamenti, iniziati nel gennaio 2012, sono stati rivolti per  lo più a liberare le strutture del cranio, del torace, del bacino, nonché a tutte le fasce compromesse dalle aderenze cicatriziali. Abbiamo impiegato un anno, con una seduta ogni 15 giorni, prima che si vedessero i primi risultati. I genitori sono stati molto fiduciosi, credendo molto in me e nei benefici dell’osteopatia.

Dopo un anno G. ha iniziato a frequentare il primo anno delle scuole superiori regolarmente, e senza più difficoltà, è riuscito ad ottenere risultati eccellenti.  Il torace ha iniziato ad essere più simmetrico, lo strabismo si è ridotto notevolmente, i movimenti sono più coordinati, non c’è più rigidità agli arti, la funzionalità intestinale è regolare.

Durante il secondo anno di trattamento abbiamo mantenuto i risultati raggiunti, in più le aderenze cicatriziali dell’addome sono meno evidenti e G. sta crescendo moltissimo in altezza e in maniera simmetrica, ha molta più energia e forza fisica. Segue volentieri le lezioni scolastiche ed è bravissimo nelle materie che lo appassionano di più.

PER VISUALIZZARE I PROGRESSI OTTENUTI CLICCARE QUI:    

foto comparative di G. dopo 1 anno e 2 anni di trattamento manipolativo osteopatico

G. continua a sottoporsi volentieri ai trattamenti osteopatici  e quest’anno il lavoro sarà incentrato per lo più nel migliorare la deglutizione e la torsione della testa e del collo e quella del bacino.

CONCLUSIONI

Questo è un caso straordinario, in cui il corpo dimostra come poter riparare se stesso, nonostante sia stato danneggiato e come abbia saputo reggere l’invasivo intervento medico.

A conferma di quanto diceva, ormai più di un secolo fa, il padre dell’osteopatia, A.T. Still:

“Il corpo umano è la farmacia di Dio ed ha in sè tutti i liquidi, farmaci, olii lubrificanti, oppiacei, acidi ed antiacidi, e tutti i tipi di farmaci che la saggezza di Dio ha pensato necessari alla felicità dell’uomo ed alla sua salute.’

È un caso straordinario perché questo ragazzo ha dimostrato quanta vitalità abbia messo nel superare molti ostacoli e difficoltà.

È un caso straordinario perché dimostra quanto le scelte ed il sostegno dei genitori possano davvero fare la differenza nel risolvere delle problematiche di un figlio. Di fatti sono stati i genitori a ricercare delle tecniche alternative a quelle classiche da cui erano rimasti insoddisfatti.

Concludo con una frase estratta dall’introduzione al libro di Glen Dorman, “COSA FARE PER IL VOSTRO BAMBINO CEREBROLESO, (libro che consiglio a tutti i genitori con un bambino con problematiche neurologiche):

” E tuttavia Glenn Doman crede che ogni madre del mondo sappia più sul suo bambino di quanto non ne sappia lui. ….”Crede anche in cose insolite per un professionista: crede nei genitori, crede nei bambini; crede che i genitori siano la risposta ai problemi dei bambini, quando chiunque altro li considera il vero problema……..peggio, egli crede che i genitori possano guarire i loro bambini meglio dei professionisti. Egli insegna ai genitori come guarire i loro bambini, perchè è sicuro che i genitori ottengono risultati migliori di qualsiasi professionista, incluso lui stesso.” 

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